neon_demon_recensione_emotiva_ciakmoodSPOILER ALERT!

Ogni considerazione espressa non vuole essere tecnica o didattica, si tratta puramente di opinioni personali

Cosa mi ha fatto sentire questo film?

  • Disgusto
  • Amarezza

Una storia di solitudine, disprezzo ed insoddisfazione, ma soprattutto di cannibalismo e necrofilia. Un incipit terrificante e al tempo stesso intrigante che bussa alla porta dei recessi più profondi e dimenticati della nostra psiche, risvegliando senza filtri o sensibilità alcuna, demoni e tabù che forse sarebbe stato meglio non riportare alla luce.

Ma di cosa tratta il film nello specifico?

É la storia di Jesse, una ragazza bellissima, che dalla campagna della Georgia si trasferisce a Los Angeles per intraprendere la carriera di modella. Jesse, contrariamente a molte sue colleghe inizia a farsi strada da sola, grazie alla sua estrema seppur semplice bellezza. Nessun favore sessuale, nessun bieco arrivismo, Jesse è l’essenza stessa dell’ingenuità. Un’ingenuità che attira l’attenzione non solo di stilisti e fotografi, ma soprattutto quella di Ruby, una truccatrice che si pone da subito nei suoi confronti con molta protezione, come se volesse mantenerle integra quella purezza, impedendo a quel mondo tossico di contaminarla.

Il film è un racconto perverso e brutale sul tentativo disperato di recuperare quello che si è perduto, la propria essenza. Refn muove una critica sociale durissima contro il mondo della moda, disegnando personaggi crudeli, gelidi e ormai estraniati da qualsiasi forma di empatia. L’affetto si maschera da perversione, la solitudine e l’individualismo regnano sovrani, in un mondo in cui l’ultima spiaggia è quella di introiettare direttamente quello che non si può avere.

Jesse viene uccisa, in modo spietato e sadico. Il suo sangue viene usato come elisir di bellezza e le sue membra divorate. Ogni sfumatura della sua purezza ora appartiene a chi l’ha ingoiata. Il regista ce lo dimostra attraverso lo sguardo di un fotografo geniale e snob che finalmente nota nelle due modelle (cannibale) qualcosa che fino al giorno prima era stato completamente invisibile al suo sguardo. L’essenza cannibalizzata di Jesse.

Quello che sembrava essere un dramma sulle vicende di una ragazzina che scala i vertici di un mondo difficile ed arrivista, si trasforma in una fiaba di repulsione e rassegnazione sociale, in cui le emozioni che la fanno da padrone sono il disgusto e l’amarezza.

Sentire il disgusto è più semplice, poiché il film non pone filtri, decidendo di colpirti direttamente allo stomaco, alternando picchi di nausea ad una tensione sempre crescente, in cui la tachicardia ti ricorda costantemente che quello che stai vedendo, lo stai vedendo sul serio. Si tratta di uno dei finali più controversi che abbia mai visto, in cui ho seriamente rischiato di vomitare, connettendomi forse un pochino troppo con il personaggio, ma nel momento stesso in cui termina la repulsione, improvvisamente monta un sentimento di profonda amarezza, una rassegnazione dilagante, razionale, che contrasta in modo sublime con la “visceralità” di quello che abbiamo sperimentato pochi secondi prima. Un messaggio chiarissimo del regista che in conclusione vuole dirci che in questo mondo di cannibali non c’è posto per la purezza.

  • Moody –