money_monster_recensione_emotiva_ciakmoodSPOILER ALERT!

Ogni considerazione espressa non vuole essere tecnica o didattica, si tratta puramente di opinioni personali

Cosa mi ha fatto sentire questo film?

  • Tensione
  • Amarezza

Lee Gates è un esperto conduttore televisivo di un programma su Wall Street, è un uomo egocentrico, cinico e sarcastico. Durante i suoi show si diverte a ballare e ad incitare i suoi telespettatori a fare investimenti. Tutto scorre tranquillo e frenetico fin quando non si presenta alle sue spalle, in diretta tv, un ragazzo che per ristabilire l’ordine, spara un colpo in aria. Tutti urlano e scappano, tranne Lee.

Ha una pistola puntata alla testa e l’invito del giovane terrorista ad indossare un gilet carico di esplosivo. La situazione precipita e dal balletto ci ritroviamo in una vera e propria tragedia live. Lee rischia di saltare in aria con tutto lo studio e il giovane precario che invoca il suo diritto a ricevere delle scuse. Ha perso oltre 60.000 dollari per un investimento consigliato da Lee.

Ma la trama si infittisce, perché quel consiglio sbagliato si scoprirà giustificato da uno scandalo internazionale che vede coinvolta una multinazionale.

La situazione è tesissima, la polizia tenta di infiltrarsi nello studio per abbattere il terrorista, la regista di Lee, Patty, mentre lo segue con un microfono nascosto, tenta di comunicare con chiunque possa svelare il mistero che la multinazionale vuole tenere nascosto, tutto questo mentre quasi tutto il mondo guarda cosa sta succedendo, in diretta tv.

Durante lo svolgimento della trama approfondiamo anche la natura dei personaggi che si manifestano di più durante i crolli di suspense. Lee è un uomo insoddisfatto, solo, rassegnato dalla frivolezza della sua vita. Kyle, (il terrorista) è un emarginato sociale, disprezzato in diretta dalla fidanzata incinta, che con quell’investimento voleva risollevarsi, aderire al sogno americano e sentirsi realizzato, finendo invece inghiottito dalle sue stesse ambizioni. Patty la regista è una donna quadrata, forte e determinata, ma stanca di quel mondo carico di materialismo e superficialità, ma nonostante tutto riconosce di non poterne fare a meno. Le vite di questi individui si fondono evidenziando dei tratti simili, grazie ai quali riescono a coalizzarsi contro il mostro (la multinazionale) smascherando il misfatto in diretta.

Quello che speravamo in realtà, se non fosse che alla fine l’esito è triste ed estremamente rappresentativo di una realtà sottovalutata. Il giovane Kyle ormai cosciente di non avere nessuna possibilità di uscirne pulito, compie un gesto estremo, da martire, per farsi uccidere dalla polizia, che coglie l’occasione al volo. Il giovane emarginato, vittima di un sistema abusante finisce per esserne schiacciato, lasciando in vita, dopo un’esperienza di (dubbia) redenzione l’amministratore delegato della multinazionale, Lee e tutti gli altri.

L’aspetto che rende terribilmente amaro questo film è quello che accade dopo la morte sensazionale di Kyle. Tutti i telespettatori che si erano bloccati dalle loro attività, dopo aver visto la morte in diretta, si lasciano andare ad un’espressione facciale neutra, riprendendo le loro attività come se nulla fosse accaduto. La rappresentazione drammatica di una dilagante indifferenza collettiva, che invece di esprimersi con la reazione emotiva, si trasforma in un’occasione di scherno fatta di GIF, video amatoriali nonsense e meme dell’accaduto. Tutti parlano, nessuno si indigna o reagisce.

La vita continua a scorrere imperturbata in un mondo cieco e sordo, in cui gli ultimi restano ultimi.

  • Moody –