la_la_land_recensione_emotiva_ciakmoodSPOILER ALERT!

Ogni considerazione espressa non vuole essere tecnica o didattica, si tratta puramente di opinioni personali

Cosa mi ha fatto sentire questo film?

  • Gioia
  • Amarezza

Una celebrazione a ritmo di Jazz. Una celebrazione dei sognatori, delle ambizioni, dell’amore, del non arrendersi. Una celebrazione soprattutto di Hollywood. L’Hollywood degli anni ‘50. Quella dai buoni sentimenti, semplici, a volte facili, quella delle grandi storie, le storie di formazione. Una celebrazione di un cinema perduto, morto. Paradossale e ironico è quindi il successo, e il grande riscontro, che La La Land ha ottenuto con gli Oscar.. Bizzarro che l’Academy strizzi l’occhio a quel cinema defunto e che ha contribuito ad uccidere. In fin dei conti, possiamo vedere il film di Chazelle (qui alla sua seconda regia) come un ultimo epitaffio romantico e amaro sulla lapide della gloria americana della settima arte.

Le prime parole di questo epitaffio sono di un piano sequenza iniziale pazzesco, un vero gesto artistico e non tecnico, unica punteggiatura possibile per la coreografia che accompagnerà il pubblico a conoscere i due protagonisti: Mia e Sebastian. Aspirante attrice che fa la barista e aspirante pianista/“crociato” del Jazz, genere musicale ormai dimenticato e pronto a morire. Proprio come il cinema resuscitato e celebrato da Chazelle.

Mia e Sebastian sembrano destinati ad incontrarsi: a volte per puro caso, a volte per amore, ma mai fuori contesto o forzatamente. Nasce una relazione, una relazione che farà bene ad entrambi e che li spronerà a perseguire i propri sogni.

Volendo affrontare subito il discorso tecnico, La La Land è ineccepibile. Molto più di tanti blockbuster di tutto il 2000. Il linguaggio cinematografico diventa una penna che traccia un percorso emotivo sincopato come il Jazz e sempre in contrasto con sè stesso. Proprio come ci dice il Sebastian di Ryan Gosling durante una scena del film: il Jazz è passione e conflitto tra i musicisti. Il cinema è passione e conflitto tra dei sognatori che non si vogliono mai arrendere. Concludendo la parentesi tecnica, è il montaggio il vero direttore d’orchestra in questo film. Perché, proprio come in Whiplash, Chazelle ci dimostra quanto per lui il ritmo della narrazione è come una melodia e gli stacchi improvvisi (o morbidi e dolci) servono a farci scorrere le emozioni sognanti e “terrene” che La La Land ci dona: la gioia e l’amarezza.

Finalmente siamo arrivati al punto che ci interessa veramente.

La La Land è l’essenza delle emozioni al cinema. E’ l’esperienza cinematografica più forte che potevamo aspettarci. La gioia scorre nelle vene e ci pompa forte nel cuore, perché diciamocelo chiaramente: tutti noi conosciamo la sensazione di seguire un sogno o un’ambizione e vederla sfuggire di mano, tutte le volte. E vedere invece il sogno che si realizza e la speranza\tenacia che serve per raggiungerlo ci stimola, ci fa sorridere, ci fa capire l’importanza di avere accanto una persona che sia in grado di stimolare la nostra vita, non solo di accompagnarla. E’ la favola che tutti vorremmo. Ma questa favola (per fortuna) incontrerà ben presto l’amarezza della realtà. Un concetto così basilare da farci scuotere la testa mentre lo vediamo sullo schermo; perché sappiamo bene dove ci porterà. Tutti conosciamo quella strada. Due ambizioni artistiche sono qualcosa che difficilmente può coesistere con l’amore. Ci troveremo a comprendere e rimanere senza parole, atterriti quasi, dal realismo così “semplice” con cui l’amore sembra finire. Ma non c’è da disperarsi in questo. L’amore per Chazelle non è rimanere insieme, l’amore è ispirare chi amiamo a vivere il suo sogno. Dare la forza di lasciare il porto sicuro e viaggiare, finalmente liberi. E anche quando ci si rincontra dopo anni, casomai con nuove strade amorose intraprese nonostante la promessa di un “ti amerò per sempre”, beh…dietro quello sguardo amaro, ci sarà sempre la scintilla della gioia. Perché comprenderemo che quel “per sempre” è vero. Non è però nella praticità della relazione, ma in noi. In quello che siamo. Quel per sempre è racchiuso nella realizzazione di un sogno e in un percorso trovato e percorso danzando. La musica riparte. Il cuore ci batte. Un leggero sorriso ispirato ci si forma sul viso dopo uno sguardo rassegnato. E ci sentiamo sereni. E La La Land ci riesce con uno tsunami di nostalgia. Forse un’operazione fin troppo ruffiana per quello che riguardano gli Oscar, e forse non è neanche un film perfetto, ma che ci importa alla fine. Chazelle & Soci ci raccontano di quel modo di fare cinema che molti cineasti e produttori hanno dimenticato, troppo incentrati nella ricerca del nuovo e con uno sguardo così lontano da non vedere dove mette i piedi, finendo quasi sempre per inciampare. Produttori e cineasti ormai messaggeri di un cinema intellettuale e costruito, tutto pur di stupire il pubblico cerebralmente, per poi gridare alle emozioni.

Ma cara Hollywood, ti sei veramente dimenticata quel tuo cuore magico che riusciva a donare emozioni semplici ma indimenticabili? Quel cuore che batte ancora forte nei nostri ricordi? Noi no, non ce lo siamo dimenticati e La La Land ce lo ha ricordato a gran voce. E per questo, grazie infinite.

  • DannyBoy